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Citius, Altius, Fortius… Communiter

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Milano è tornata a vestirsi di padiglioni ed attese prolungate, rievocando l’energia e la curiosità che avevano caratterizzato EXPO 2015.
L’atmosfera che si respira in questi giorni richiama infatti fortemente quella di allora: padiglioni tematici, case dei partner, stand esperienziali e file ordinate di visitatori pronti ad entrare, curiosi di scoprire cosa li attende. Anche le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, nel loro essere “diffuse”, trovano a Milano un cuore pulsante fatto di percorsi urbani che diventano esperienze, dove lo sport si racconta attraverso il gioco, l’architettura, l’interazione e la memoria.
Tra i padiglioni imperdibili spicca senza dubbio quello dello sponsor Esselunga, già riconoscibile dall’esterno come vera e propria installazione architettonica. La struttura, completamente specchiata, riflette il Castello Sforzesco, davanti al quale è collocata, creando un dialogo visivo potente tra storia e contemporaneità. L’accesso avviene attraverso una serie di scalinate che non sono soltanto un elemento scenografico ma rappresentano un evidente richiamo simbolico: la salita come metafora del percorso olimpico, fatto di sfide, cadute, discese e risalite… metafora anche del cammino della vita. Il tutto è accompagnato da frasi motivazionali che guidano il visitatore passo dopo passo, amplificando il valore dell’esperienza.
All’interno, la prima area invita a prendere una pallina ed a seguirne il “viaggio” lungo un circuito non lineare, fatto di salite, discese e tratti più pianeggianti: un racconto semplice ma efficace di come nessun percorso, sportivo o umano, sia davvero rettilineo. Si prosegue poi con una sezione dedicata alla storia delle Olimpiadi, ai numeri, ai momenti chiave che hanno segnato l’evoluzione dei Giochi, fino ad arrivare ad una zona interattiva finale dove è possibile timbrare cartoline personalizzate e ricevere piccoli gadget, come portachiavi ricordo.

Proseguendo dal Castello Sforzesco verso piazza del Cannone, si entra nell’area allestita dal Comitato ufficiale delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 insieme a Coca-Cola. Qui l’esperienza diventa ancora più immersiva: giochi multimediali, installazioni interattive ed attività pensate per coinvolgere visitatori di tutte le età. Non mancano le occasioni per portare a casa un ricordo, come le foto su un bob simulato o, per chi ha la pazienza di affrontare code che nei giorni più affollati possono arrivare anche ad una o due ore, la possibilità di personalizzare una lattina di Coca-Cola e scattare una foto con una torcia olimpica spenta messa a disposizione nello stand.
In quest’area si incontrano anche le mascotte ufficiali dei Giochi, che raccontano una storia tutta italiana e soprattutto calabrese. Le mascotte, infatti, sono il risultato di un contest aperto alle scuole, vinto dall’Istituto Comprensivo di Taverna (CZ): un dettaglio che rende ancora più forte il senso di partecipazione nazionale e di orgoglio territoriale, dimostrando come anche realtà apparentemente lontane dai grandi centri siano protagoniste di questo evento globale.
Se questi padiglioni raccontano soprattutto il lato ludico e spettacolare delle Olimpiadi, proseguendo nel percorso cittadino, che diventa pure sempre più olimpico, si arriva alla Triennale di Milano, dove è stata allestita “Casa Italia”. Qui il tono cambia e si fa più istituzionale ma non meno emozionante. Colpisce immediatamente il grande muro con la scritta “Grazie Italia”, che ogni giorno si arricchisce di targhe dedicate agli atleti saliti sul podio, personalizzate in tempo reale. Casa Italia è anche uno spazio di incontro e di racconto: maxi-schermi permettono di seguire l’andamento delle gare mentre è possibile visitare sia la mostra permanente sia quella appositamente allestita per i Giochi. In linea con lo spirito di promozione dello sport e della cultura, chi possiede un abbonamento sportivo può accedere gratuitamente allo spazio espositivo superiore risparmiando la quota di 16€ del biglietto.
Il percorso trova la sua naturale conclusione all’Arco della Pace, dov’ è impossibile non fermarsi davanti alla fiamma olimpica, di sicuro di grande impatto ed emozione, soprattutto al pensiero che sia arrivata direttamente da Olimpia. Un’emozione intensa, quasi solenne, che accompagnerà Milano fino al 22 febbraio. Qui la sosta è d’obbligo soprattutto tra le 18 e le 23, quando ogni ora va in scena lo spettacolo di luci e musica ideato appositamente per l’occasione, capace di trasformare il luogo in un punto di raccoglimento e meraviglia collettiva.
Sparsi per la città, infine, si trovano anche diversi punti di scambio delle spillette, come quello nei pressi di Corso Como dove è presente uno spazio dedicato ai più piccoli con lo store dei Looney Tunes, partner ufficiale dell’evento. Piccoli dettagli che contribuiscono a rendere Milano un vero e proprio ecosistema olimpico, fatto di simboli, incontri e ricordi condivisi sia tra grandi che tra piccoli.
In Triennale, in prossimità di un maxi-schermo espositivo, campeggia una frase che racchiude il senso più profondo di tutto questo percorso: “Citius, Altius, Fortius – Communiter”. Più veloce, più in alto, più forte – Insieme.
L’aggiunta del “Communiter”, risalente già al 2021, invita a riflettere sul significato autentico delle Olimpiadi, nate nell’antica Grecia ed allora vissute come momento sacro a tal punto da portare all’ “ekecheiria”, la sospensione temporanea dei conflitti bellici. A quel tempo tutto ciò diveniva un vero e proprio atto di rivoluzione non violenta trasformandosi in un ponte umanitario ed in una vera tregua “comunitaria”.
Adesso, più che mai, il vero messaggio dei Giochi è proprio questo: ritrovare un senso di umanità condivisa. La domanda allora resta aperta… oggi, ne siamo ancora capaci?

Articolo a cura dell’inviata Valentina Garritano

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