Oggi con Mediaterronia facciamo un viaggio nello spazio e nel tempo dal momento che raggiungiamo il Piemonte, nello specifico la città di Verbania, con un suo museo che ospita opere che raccontano il paesaggio artistico e culturale tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
Il luogo d’arte in questione è il Museo del Paesaggio che si trova negli eleganti spazi del Palazzo Viani Dugnani, un edificio storico nel cuore di Verbania Pallanza. Nato nel 1909, il museo ospita una collezione d’arte che racconta il legame profondo tra il territorio del Lago Maggiore e la visione degli artisti: dipinti, sculture e gessi che testimoniano un ponte tra natura e cultura.
Non è un museo enorme ma è senza dubbio ricco di bellezza e di valore, specialmente umano. Entrare qui significa essere accolti con calore: Daniele, Serena e Mattia aprono le porte con un sorriso sincero ed una disponibilità che fa sentire subito parte di una comunità, non solo di una visita. È un’accoglienza che rimane nel cuore ed invita a guardare con occhi nuovi ogni quadro ed ogni scultura… un vero e proprio dono di ospitalità.
Nella prima sala, il Signor Andrew Dawson, volontario appassionato, introduce con entusiasmo la storia del museo e delle opere in esposizione, raccontando aneddoti e curiosità come se stesse accompagnando il visitatore in un racconto personale: un modo di fare che rende la visita coinvolgente ed indimenticabile.
Le collezioni permanenti spaziano dalle vedute lacustri e montane dei maestri ottocenteschi come Daniele Ranzoni, esponente della scapigliatura italiana, fino ai linguaggi simbolisti, divisionisti e moderni presenti in altre sale.
Accanto alla storia artistica classica, il museo propone anche dialoghi con l’arte contemporanea. Tra le mostre in corso fino ad aprile 2026 c’è “Alla riscoperta di un volto. Omar Galliani per Paolo Troubetzkoy”: un progetto che vede l’artista contemporaneo Omar Galliani reinterpretare il grande scultore impressionista Paolo Troubetzkoy attraverso un percorso visivo originale.
Il museo, al piano terra, ospita inoltre la Gipsoteca di Paolo Troubetzkoy, dove si possono ammirare oltre 300 gessi dell’artista (1866–1938), uno dei talenti più raffinati della scultura tra Otto e Novecento. Proprio quest’anno alcune opere di grande valore sono “volate” fino al Musée d’Orsay di Parigi, confermando quanto il patrimonio di Verbania sia apprezzato anche oltre confine.
Visitare il Museo del Paesaggio è quindi molto più di una semplice tappa culturale: è un’esperienza di bellezza, storia e relazioni umane, perfetta per chi ama viaggiare con il cuore e con la mente. Un luogo dove la storia dell’arte si intreccia con l’ospitalità delle persone che lavorano ogni giorno per condividere il valore del patrimonio culturale del Lago Maggiore.
Articolo a cura di Valentina Garritano
















