Gennaio è il mese dei nuovi inizi, delle promesse fatte a se stessi, delle buone intenzioni, dei “da lunedì cambio tutto”.
E’ proprio sulla scia di questo clima che nasce e si rinnova ogni anno il Veganuary.
Il Veganuary è un’iniziativa internazionale nata nel 2014 con l’obiettivo di invitare le persone a sperimentare, per tutto il mese di gennaio, un’alimentazione 100% vegetale.
Gennaio, infatti, non è stato scelto a caso: è il mese simbolo della ripartenza, della motivazione alta, del desiderio di prendersi cura di sé e, per molti, anche del pianeta e degli animali.
Le ragioni che spingono ad aderire al Veganuary sono diverse e tutte profondamente rispettabili: etiche, ambientali, di salute o una combinazione di tutte queste.
Voglio dirlo subito, con grande chiarezza: apprezzo profondamente chi sceglie il vegetarianismo o il veganismo per motivazioni etiche. È una scelta consapevole che nasce da valori forti e merita rispetto ma è qui che entra in gioco il mio ruolo da nutrizionista e lo faccio sottolineando che vegetariano o vegano non è automaticamente sinonimo di più salutare.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione di prodotti “plant-based” sugli scaffali dei supermercati: hamburger vegetali, affettati veg, dessert, merendine, bevande edulcorate.
Spesso, per non dire sempre, tutti questi prodotti hanno confezioni verdi, parole rassicuranti, immagini di foglie e legumi ma, se andiamo a leggere l’etichetta, il quadro cambia.
Molti di questi prodotti sono ultra-processati, ricchi di:
• edulcoranti,
• additivi,
• aromi artificiali,,
• non di rado, ingredienti che potenzialmente agiscono da interferenti endocrini.
Per quest’ultimo esempio mi riferisco in particolare all’uso massiccio della soia e dei suoi derivati, spesso presenti in grandi quantità nei prodotti veg industriali.
La soia contiene isoflavoni, fitoestrogeni che possono interferire con l’equilibrio ormonale, soprattutto nella donna, in soggetti predisposti od in contesti d’infiammazione cronica.
Questo non significa “la soia è il male” ma significa che il contesto, la quantità e la frequenza contano sempre.
Un conto è infatti scegliere legumi, cereali opportuni, verdure fresche, frutta secca, semi, preparazioni semplici e fatte in casa; un altro conto è sostituire carne e pesce con equivalenti industriali, pensando di aver fatto automaticamente una scelta salutare.
Un’alimentazione vegetariana o vegana può essere equilibrata e nutriente ma richiede: conoscenza, pianificazione, attenzione ai micronutrienti critici (proteine, ferro, vitamina B12, zinco, omega-3) e soprattutto tempo.
Qui entra in gioco un altro aspetto fondamentale e spesso sottovalutato: la sostenibilità.
Non parlo di quella ambientale (anzi, in questo contesto, per la maggior parte, ridondante) ma di quella nella vita reale: nei ritmi, nel lavoro, nella quotidianità, nell’investimento mentale.
Questo significa che mangiare bene non deve diventare una fonte di stress e lo dico non solo da nutrizionista ma anche e, soprattutto, da ex vegetariana: per sette anni non ho mangiato per nulla carne.
È stata una scelta sentita, rispettata, portata avanti con convinzione però col tempo ho dovuto ascoltare il mio corpo ed ammettere una verità scomoda: per me, in quel momento della mia vita, non era più sostenibile. Non per ideologia, per salute.
Tutto ciò non invalida le scelte di nessuno; vuole essere un invito alla consapevolezza, fatto con dovere etico da parte di una professionista che ha studiato approfonditamente come funzionano i meccanismi ormonali e metabolici del corpo umano nonché la correlazione emotiva ed evolutiva in risposta ad un territorio (l’Italia) con un forte radicamento al patrimonio “non veg”.
Essere vegani o vegetariani oggi significa dunque molto di più che eliminare un alimento, significa fare scelte informate, leggere le etichette, ascoltare il proprio corpo, rispettare i propri bisogni biologici, non solo i valori.
“Scrivo x TE” per dirti che non esiste un modello alimentare giusto per tutti ma esiste un modello giusto per te, nel momento di vita che stai attraversando.
Ricorda che infatti la vera salute, quella profonda, nasce sempre da lì: dall’ascolto, reale, di te.
La tua nutrizionista di fiducia, Valentina
Articolo a cura della Dott.ssa Valentina Garritano, Biologa nutrizionista – esperta in Alimentazione Antinfiammatoria Funzionale










